Arredi di pregio

30 09 2008
E’ palpabile il clima di grande attesa tra vecchi e nuovi clienti per la ormai prossima Mostra dell’Antiquariato di Ottobre nella nostra sede di Cambiago, un appuntamento che è già un classico nel calendario delle nostre Fiere.
Eccovi quindi in anteprima qualche assaggio di quello che troverete esposto nel nostro mercato il 18,19,21,23 e 25 Ottobre prossimi.


I primi due pezzi che vi proponiamo ci portano in piena epoca Napoleonica: si tratta di una psiche e di un letto a barca che ben si prestano a rappresentare i canoni decorativi e architettonici dell’epoca Impero. In consonanza con lo spirito dei tempi che vedono la dirompente potenza delle armate napoleoniche travolgere l’assetto tradizionale della vecchia Europa, anche l’architettura del mobile deve esprimere forza e potenza e legittimare le aspirazioni imperiali di Napoleone: l’arte classica, sostegno ideologico all’Impero, e la “grandeur “ sono quindi i motivi ricorrenti che impongono nel mobile linee nette e robuste. Abbiamo così mobili lineari arricchiti da colonne, capitelli, cimase a timpano che ricordano i templi dell’antichità; le colonne reggono parti sporgenti e i piedi non sono più sinuosi e leggeri, ma a plinto oppure a zampa leonina.
A livello decorativo i mobili vengono arricchiti con intagli che richiamano la mitologia greca o egizia: caratteristiche dell’epoca sono le sfingi, i cigni, i leoni e tanti altri riferimenti all’arte antica e ai suoi motivi.
Nella psiche che proponiamo quest’anno si può ben notare come l’eleganza delle cornici e dei capitelli intagliati e dorati siano inserite architettonicamente in una struttura che richiama l’immagine del tempio: osservate come le colonne infatti sembrano sostenere tutto l’insieme del mobile.


Nel letto con testiera a barca troviamo invece un esempio perfetto di quanto esposto sopra circa lo stile decorativo: in legno intagliato e dorato od ebanizzato si identificano sui fianchi il volto alato di Mercurio, sul fronte due sfingi che si fronteggiano, mentre al centro una biga con un putto come auriga è trainata da un leone; anche le gambe a forma di zampa leonina sono arricchite da volti felini.

Altro arredo di gran pregio che troveremo in esposizione il 18 Ottobre è un grande salotto. Con questo arredo, ci spostiamo nel tempo alla seconda metà del secolo XIX, in un tardo Carlo X. I tempi sono cambiati e il gusto Impero è superato: ora troviamo canoni decorativi che richiamano altre epoche passate, mentre l’utilizzo delle essenze è influenzato dal gusto nordico dei vicini, e da poco non più invasori, austriaci. E’ un salotto di una nobile famiglia del nord: la leggenda familiare lo racconta commissionato per accogliere la regina a prendere il tè.

Composto da divano a tre posti, otto poltrone, tavolo da pranzo ,tavolo scrittoio con alette, tavolino de tè ed una straordinaria vetrina a sei antine, è tutto lastronato in radica d’acero filettata in ebano e palissandro con diversi motivi intagliati nelle cimasine e nei braccioli.

Mentre le poltrone e il divano sono retti da gambe tornite a torciglione la credenza presenta dei piedi a vasetto tornito ed intarsiato e il tavolo rotondo una gamba a fusto centrale intarsiata con grande eleganza. La finezza dell’arredo non è solo data dalla qualità dell’intaglio e dell’intarsio, di cui abbiamo un ottimo esempio sul piano del tavolo, ma anche dall’estrema raffinatezza e cura dei particolari: basta osservare l’interno della vetrina per rendersene conto. Insomma veramente un salotto degno di una regina!

E dopo questo excursus nelle atmosfere e nel gusto dei secoli passati, torniamo al presente, anzi al prossimo futuro: vi aspettiamo dal 18 ottobre per gustare dal vivo questi e i tanti altri pezzi che verranno proposti in occasione della nostra Mostra dell’Antiquariato di Ottobre.





Antiquariato di Ottobre

18 09 2008

Siamo lieti di invitarvi all’evento fieristico

ANTIQUARIATO

di OTTOBRE

che si terrà presso la nostra sede di Cambiago via Castellazzo, 8
nei giorni

Sab 18 Dom 19 Mar 21 Gio 23 Sab 25 ottobre.

La nostra collezione di pezzi selezionati dal ‘500 all’800, arte povera, arredi completi del ‘900, inoltre troverete esposti oggetti, orologi, pizzi antichi e quadri. quadri, stampe, libri d’epoca.





Due cassettoni raccontano la loro storia

17 09 2008
La passione e il piacere d’osservare i piccoli particolari di un mobile, apparentemente insignificanti, ma capaci di far pian piano riapparire davanti a noi la storia di quell’oggetto, accomuna di solito i restauratori e affascina gli amanti dell’antico. E’ una ricerca appassionante perché sempre intrisa di dubbi e misteri: si ha continuamente la sensazione di aver colto un particolare in più del percorso dell’oggetto in questione, ma senza mai giungere a conoscerlo completamente.
Lascia poi spesso spazio alla fantasia: chi ha commissionato il lavoro?

Dove era collocato?
Che oggetti conteneva?
Perché ha cambiato di proprietario?
Volevo tentare di far gustare questo gioco raccontandovi il percorso di lavoro di studio e confronto tra due cassettoni che proporremo in vendita durante l’evento Antiquariato di Ottobre.
Il caso è particolarmente interessante: si tratta di due cassettoni piemontesi, acquistati dalla stessa famiglia, con caratteristiche simili, ma particolari diversi che li differenziano poi sostanzialmente nel valore.
Entrambi i cassettoni hanno sul fronte quattro cassetti mossi con profili ebanizzati, secondo il gusto del primo settecento piemontese.

Il primo cassettone, come si intravede dalla foto, è comple tamente lastronato con essenze d’ulivo e noce. La committenza doveva essere importante, dato che la lastronatura riveste tutta la superficie del mobile e usa l’ulivo come essenza principale con il noce inserito a toppo a formare le filettature decorative; osservando con attenzione si noterà che anche le lesene sono lastronate e i traversi dei cassetti lo sono addirittura con ulivo di testo.

Il disegno della mossa frontale e la costruzione, tipica della regione, ci avvertono che siamo in presenza di un mobile piemontese. Lo scheletro del mobile è costruito in assi di pioppo spesse più di due centrimetri, il fondo è unito ai fianchi per mezzo di un incastro mezzo-mezzo tenuto da grossi chiodi, mentre i traversi sono inseriti a coda di rondine; il tutto veniva poi nascosto grazie alla lastronatura. Una caratteristica tipica è riscontrabile anche nel decoro che troviamo nei fianchi, che presentano una rosa dei venti inserita in volute semplici.

Tuttavia il decoro del mobile non è tanto ricco da collocarlo in una fascia di mobili di eccezionale pregio: le filettature infatti sono relativamente semplici, seppur sobrie ed eleganti.
Osservando con attenzione il cassettone, scopri remo anche dei segni di modifiche o correzioni o restauri effettuati nel corso dei suoi due secoli di storia.

I piedi, la parte più delicata del mobile, oltre ad essere in parte danneggiati, hanno subito sostituzioni nei supporti di innesto nella struttura. Possiamo verificare anche la sostituzione dello schienale, che, oltre ad essere incongruentemente in legno d’abete, presenta, visto dall’interno, evidenti segni di pialla a filo meccanica presente solo nei primi del novecento.

La modifica principale riguarda però il piano del cassettone; ad un primo esame, si possono notare due incon gruenze: la prima è che il lastrone non presenta i movimenti e i sollevamenti che dovrebbe aver assunto nel tempo, la seconda è che il piano è decisamente meno decorato dei fianchi, mentre normalmente accadeva proprio il contrario. Incuriositi da queste osservazioni, ad un esame più attento, scopriamo che il piano in noce massello è sì antico, ma presenta segni di un utilizzo diversi nella parte inferiore (tra l’altro avrebbe dovuto essere in pioppo), e che la lastronatura superiore è troppo sottile nello spessore per essere settecentesca.

Possiamo così supporre che il cassettone, nato con un piano di marmo, sia stato succes sivamente adattato al gusto dei proprietari.


A conferma di questa ipotesi, troviamo la firma della modifica sotto coperchio, dove è inciso “Boncio anni 1927 Torino”.

Abbiamo ricostruito fin qui la storia del mobile o almeno di una sua una parte, ed ora? Ricostituendo il piano con un marmo, il mobile tornerebbe forse alla sua struttura originaria, ma perderebbe un pezzo della sua storia. Lascio agli esperti queste riflessioni filologiche su cos’è etico fare su un mobile così antico e mi accontento d’essermi divertito nella sua analisi.
Ma veniamo al secondo cassettone.

Si tratta di un mobile nato per essere già strut turalmente importante e di pregio: tutta la struttura è in noce massello a vista e gli intarsi sono a toppo direttamente nel massello. La committenza era importante e ricca visti i materiali utilizzati e la scelta di un’ebanista sicuramente preparato sulle tecniche e le mode decorative dell’epoca: non si trattava certo di un falegname provinciale. Per questo motivo anche il nostro perito colloca la costruzione del mobile direttamente in Torino.

Il piano è un’asse unica di noce massello presa dal cuore di una pianta di notevoli dimensioni, spessa quattro centimetri così da non subire movimenti, unita ai montanti e alle traverse dello scheletro del mobile tramite incastri a coda di rondine. Il fondo e lo schienale in pioppo massello sono uniti al mobile, come visto nell’altro cassettone, tramite un incastro mezzo-mezzo e l’aiuto di chiodi; anche queste parti sono di notevoli dimensioni e vi possiamo notare i segni dello sgrossino che veniva utilizzato per sgrossare le assi tagliate che non necessitavano levigatura perché nascoste.

La stessa tecnica costruttiva la ritroviamo nei cassetti, dove la struttura in pioppo è unita al fronte in noce tramite i famosi incastri a coda di rondine. Il fronte mosso dei cassetti è direttamente intagliato nelle assi di noce. Mobile nato per essere robusto, non ha avuto bisogno di sostituzioni o interventi e questo l’ha portato a noi perfettamente integro, con l’eccezione di una spaccatura reincollata sul fronte di un cassetto.

Anche a livello decorativo l’intarsio in acero eseguito a toppo non solo rispecchia i canoni decorativi piemontesi dell’epoca, ma è realizzato con grande cura nell’esecuzione: è infatti inserito con precisione nel massello; le figure create del disegnatore sono complesse nelle volute, e fini e precise nel mazzo di rose, detto “mazzetto”, tipico decoro piemontese.

Così i tasselli, che vanno a formare i petali e la volute, non solo sono incisi, ma, per meglio marcarne i contorni, l’ebanista ha usato la tecnica dell’ombreggiatura tramite sabbia calda. Il profilo del piano e dei cassetti a “labbro di moro” ebanizzati esaltano l’armonia e l’eleganza del mobile.

Anche le serrature risulterebbero originali. Siamo quindi davanti ad un pezzo davvero speciale. Non bisogna però dimenticare che l’esperienza insegna che è davvero un’eccezione che un mobile antico non abbia mai subito neanche un intervento. E allora, ad un esame più accurato, scopriamo che, oltre alla riparazione del cassetto di cui abbiamo accennato, troviamo tracce di restauro nel fondo e in alcuni intarsi. E’ probabile inoltre che anche la lucidatura sia stata nei secoli ripresa, anche se pare sicuro che il mobile non sia mai stato spatinato.

L’unico intervento significativo lo troviamo nelle maniglie e nelle bocchette che, pur essendo d’epoca corretta, sono state sostituite, come è possibile verificare osservando le correzioni nel buco della bocchette, fatte per adattarle alle serrature originali; nei cassetti inoltre troviamo delle toppe tonde a chiudere dei buchi che fanno pensare che il cassettone portasse dei pendenti a pigna tipici.
Termino questa lunga e appassionata descrizione ricordando che chiaramente queste verifiche sono nate grazie al confronto con molti colleghi e soprattutto alla collaborazione del nostro perito Vittorio Cuoccio., che ringrazio.

Vi aspetto alla mostra di ottobre per vedere coi vostri occhi!





L’autunno si fa bello!

8 09 2008

L’estate sta finendo, e…

L’autunno

si

fa bello!

La nuova collezione
Autunno/inverno
Non mancare ad un nuovo appuntamento
per rinnovare il tuo guardaroba con i colori dell’autunno!!

Da MARTEDì 23 SETTEMBRE ,

i nostri negozi di Cambiago e di Milano
si rinnoveranno per offrirti una nuova
collezione tutta da scoprire…e con prezzi veramente competitivi!!!

Ti aspettiamo…

Lasciati tentare dalla curiosità e vieni a trovarci